MT Ricci colloca un minibond da 2 mln euro su ExtraMot. Lo garantisce la capogruppo Ricci spa

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Roma, 6 agosto  2021 – MT Ricci, innovation company nel campo della prevenzione del rischio sismico controllata al 67% dal costruttore romano Ricci spa, ha  collocato venerdì 6 agosto un minibond da 2 milioni di euro direttamente sul mercato ExtraMot Pro3.

Il prestito obbligazionario, in scadenza 6 agosto 2027, offre una cedola fissa del 2,6% ed è garantito dalla capogruppo Ricci spa (si veda qui il Documento di ammissione).  L’intero importo è stato sottoscritto da Bcc di Roma, che ha agito anche come arranger dell’operazione, con Aeneis Partners Ltd nel ruolo di listing sponsor.

La capogruppo Ricci spa, in passato ha emesso a sua volta due minibond: uno nel settembre 2018 (da 4 milioni, con cedola del 5% e scadenza 2022) e uno nel novembre 2019 (da 3 milioni di euro, con cedola del 5% e scadenza dicembre 2022). Entrambi i minibond sono quotati sul mercato ExtraMot Pro3.

MT Ricci, con sede a Milano, è stata costituita nel 2017 da Mario e Tullio Ricci, gli stessi fondatori della controllante Ricci spa. La società è stata creata per entrare in un mercato inesplorato come quello della gestione dei rischi per l’integrità delle costruzioni esistenti (edifici e ponti) e in particolare del rischio sismico. L’impresa si rivolge al mercato come una innovation company nel campo della prevenzione del rischio sismico dopo aver sviluppato un software per l’applicazione di metodi semplificati di valutazione dei rischi delle costruzioni. MT Ricci è controllata al 67% da Ricci spa, mentre il 16,66% fa capo a Mario Ricci (ceo) e una pari quota a Tullio Ricci (presidente).

Guidata dall’altro ceo Michele Canditone, come spiega il Documento di ammissione, “la società ha sinora imperniato il suo piano di sviluppo intorno all’esecuzione delle nuove norme di legge in materia antisismica e agli incentivi fiscali messi a disposizione da recenti provvedimenti di legge. Nell’attesa di dispiegare tutte le sue potenzialità operative, il fatturato dell’emittente rimane molto limitato”, pari a circa 201 mila euro a fine 2020, e di conseguenza, nell’esercizio 2020 si è registrata una perdita di poco meno di 254 mila euro. “L’emittente risulta dunque caratterizzato da una ridotta disponibilità di informazioni patrimoniali ed economico-finanziarie”.

I proventi del bond saranno utilizzati “per far fronte a una serie di costi derivanti dagli investimenti per lo sviluppo e messa a punto dei metodi con relativi software, che comprendono in linea di massima e sinteticamente costi di ricerca e sviluppo, costi amministrativi, costi per attività di ricerca di mercato e commercializzazione dei software, consulenze per lo sviluppo dei sistemi e per certificazioni”.

Ricci è invece stata fondata nel 1986 da Mario e Tullio  Ricci. Con sede a Roma, è specializzata in attività di progettazione, realizzazione, ristrutturazione e manutenzione nel comparto edile. Il know-how acquisito le consente di operare in diversi settori: hospitality (realizzazioni nel settore fashion resort & design hotel) per conto di clienti di elevato standing, terziario direzionale (realizzazioni e ristrutturazioni su edifici commerciali ed uffici), espositivo spettacolo (interventi su strutture esistenti nel settore dello spettacolo e intrattenimento), industriale (lavori di consolidamento strutturali e nuove realizzazioni), residenziale dall’elevato valore architettonico. Ricci oggi opera sul mercato quale general contractor e come costruttore di alberghi.

La società, nonostante il fermo delle principali commesse durante il periodo del lockdown (marzo – aprile 2020), ha registrato nel 2020 un aumento del valore della produzione a 42,4 milioni di euro (32,5 nel 2019), con un ebitda di 2,1 milioni (da 2,6 milioni), un utile di circa 663 mila euro (da circa 950 mila), dovuto alla plusvalenza registrata dopo la vendita di un immobile a San Cesareo e un debito finanziario netto di 8,4 milioni (da 12,3 milioni). Sulla base di questi numeri, nel luglio scorso Cerved ha incrementato il rating di Ricci spa da B2.2 a B2.1 (si veda qui la comunicazione di rating). Inoltre l’agenzia di rating, anche in considerazione del backlog detenuto dalla società e dei risultati infrannuali evidenziati, ha stimato per il 2021 un valore della produzione in ulteriore aumento a circa 44 milioni di euro, con un margine ebitda che dovrebbe attestarsi in leggero miglioramento intorno al 3,5% grazie alle maggiori economie di scala ottenibili.